Critica... mente
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
"Piaceri & Stupori"
(26 giugno - 16 luglio 2026)
Tutto nasce da una (apparentemente) semplice domanda: piacere e stupore sono collegati? E da questa: sono forse uno la conseguenza dell'altro? Rispondere è certamente possibile ma ne nascerà un ragionamento complesso ed articolato che coinvolgerà filosofia ed estetica, percezione, psicologia e sociologia. In ambito artistico Piacere e Stupore sono strettamente legati, solitamente il primo – provocato dalla visione di qualcosa di estremamente bello – provoca il secondo; ma anche una gradita sorpresa provoca altresì un grande piacere... Questo titolo dicotomico funge da introduzione per un'esposizione decisamente ricca ed attraente.
Le opere di Licia Bertin hanno spesso un'origine onirica, sono infatti la trasposizione pittorica dei sogni dell'artista: ci si trova dinnanzi a paesaggi intrisi d'una bellezza assoluta, atmosfere fiabesche accentuate da cromie mai troppo accese e filtrate dalla lente del racconto. Nei dipinti dell'artista si scorge anche una componente simbolica in grado di instillare la curiosità e suscitare l'emozione; lodevole la perizia tecnica e curatissimi i dettagli, l'olio e la tempera sono spesso utilizzati assieme dando vita a opere tanto eleganti nella forma quanto intriganti nel messaggio. Lo stile di Marzia Sacchiero è assolutamente inconfondibile, una pittura che richiama un realismo interpretato da grandi nomi della pittura italiana e tedesca della prima metà del '900, su tutti Cagnaccio di San Pietro e Max Liebermann: la figura umana è sempre protagonista nelle opere dell'artista e viene delineata con statuaria monumentalità utilizzando cromie vigorose ma smorzate. I protagonisti delle scene spesso sono assorti, intendi a compiere azioni comuni con passione e concentrazione; ben presente il contorno così come elementi leggibili in chiave simbolica. Intensi e impattanti i primissimi piani di Lucia Ronchieri, artista che sceglie il volto femminile come mezzo comunicativo per la sua pittura: la profondità dello sguardo è amplificata dalle cromie vibranti e contrastanti, spicca in evidenza il nero del contorno che connota ogni opera di una decisa vena pop. Quella dell'artista è un'espressività che va dritta al punto, senza paura di abbassare lo sguardo, ma per farlo non rinuncia alla raffinatezza nelle scelte coloristiche, puntando al perfetto equilibrio tra impeto e bellezza, tra comunicatività e introspezione. Anche Chiara Cippone si lascia ispirare dall'intensità espressiva di un volto e dalla forza concettuale e spirituale del corpo, anche lei – per scelta e istinto – rappresenta donne e sceglie di farlo utilizzando la matita, il carboncino o l'aerografo (tecnica quest'ultima a cui è fortemente legata): quelle dell'artista sono opere che vogliono letteralmente urlare la loro identità, esprimere l'emozione senza filtri, l'obiettivo è farsi comprendere e dialogare direttamente con chi le ammira, sia che si tratti di un viso in primo piano o di un dettaglio abilmente zoomato. Le opere di Erna Fossati sono un inno alla raffinata eleganza della femminilità, la trasposizione in forme artistiche della preziosità: le giovani dame in primo piano – bellissime nella loro eterna giovinezza - indossano abiti ed accessori perfettamente abbinati alla loro figura, l'insieme poi è arricchito da elementi a rilievo che richiamano direttamente il tema del lusso (come l'oro o le pietre preziose) e completato da cornici raffinate dal gusto lievemente retrò. L'artista sceglie un codice comunicativo semplice e diretto, cosa c'è di più ambito e ammirato che la bellezza e la classe? Antonella Provaggi si lascia ispirare e trascinare dalle meravigliose bellezze naturali della costa ligure, in particolare dalle viste mozzafiato del Golfo del Tigullio e della Riviera di Ponente: un mare profondo dalle intense sfumature di blu sembra accogliere ed abbracciare spiagge e rocce su cui si abbarbicano centri abitati iconici, le navi solcano questo universo liquido con rispetto, quasi accarezzandolo. L'artista riesce a rendere in pittura lo splendore di queste vedute con talento e naturalezza, il suo è un realismo emozionale con giusto un pizzico di bilanciato espressionismo. Le eleganti e cangianti sfumature del blu e la veduta intrisa di un fascino senza tempo caratterizzano anche le opere di Simonetta Silvestrini, artista che sceglie invece la laguna limitrofa a Venezia come paesaggio del cuore e fonte massima di ispirazione: le atmosfere sembrano quasi rarefarsi in un'atmosfera dai toni fiabeschi dove il colore gioca un ruolo essenziale, il tratto e il contorno a carboncino si fanno evidenti e sembrano quasi definire gli elementi chiave di ogni piano di visione. Silvestrini rende la vastità dello spazio quasi con uno sfumato leonardesco, amplificando il punto di vista e trasformando ogni dipinto in poesia.
Dopo aver ammirato con la doverosa calma questa mostra, soffermandosi su ogni singola opera con la giusta attenzione, si può affermare che il piacere e l'appagamento provati sono stati in grado di provocare uno stupore speciale, che sarebbe corretto definire piacevole. Piacevole perchè è sempre costruttivo scoprire qualcosa di nuovo, sia a livello tecnico che soggettuale, piacevole perchè ha appagato la mente e lo spirito. Si può dunque considerare “Piaceri & Stupori” una missione compiuta? Senza alcun dubbio, assolutamente sì!
(26 giugno - 16 luglio 2026)
Tutto nasce da una (apparentemente) semplice domanda: piacere e stupore sono collegati? E da questa: sono forse uno la conseguenza dell'altro? Rispondere è certamente possibile ma ne nascerà un ragionamento complesso ed articolato che coinvolgerà filosofia ed estetica, percezione, psicologia e sociologia. In ambito artistico Piacere e Stupore sono strettamente legati, solitamente il primo – provocato dalla visione di qualcosa di estremamente bello – provoca il secondo; ma anche una gradita sorpresa provoca altresì un grande piacere... Questo titolo dicotomico funge da introduzione per un'esposizione decisamente ricca ed attraente.
Le opere di Licia Bertin hanno spesso un'origine onirica, sono infatti la trasposizione pittorica dei sogni dell'artista: ci si trova dinnanzi a paesaggi intrisi d'una bellezza assoluta, atmosfere fiabesche accentuate da cromie mai troppo accese e filtrate dalla lente del racconto. Nei dipinti dell'artista si scorge anche una componente simbolica in grado di instillare la curiosità e suscitare l'emozione; lodevole la perizia tecnica e curatissimi i dettagli, l'olio e la tempera sono spesso utilizzati assieme dando vita a opere tanto eleganti nella forma quanto intriganti nel messaggio. Lo stile di Marzia Sacchiero è assolutamente inconfondibile, una pittura che richiama un realismo interpretato da grandi nomi della pittura italiana e tedesca della prima metà del '900, su tutti Cagnaccio di San Pietro e Max Liebermann: la figura umana è sempre protagonista nelle opere dell'artista e viene delineata con statuaria monumentalità utilizzando cromie vigorose ma smorzate. I protagonisti delle scene spesso sono assorti, intendi a compiere azioni comuni con passione e concentrazione; ben presente il contorno così come elementi leggibili in chiave simbolica. Intensi e impattanti i primissimi piani di Lucia Ronchieri, artista che sceglie il volto femminile come mezzo comunicativo per la sua pittura: la profondità dello sguardo è amplificata dalle cromie vibranti e contrastanti, spicca in evidenza il nero del contorno che connota ogni opera di una decisa vena pop. Quella dell'artista è un'espressività che va dritta al punto, senza paura di abbassare lo sguardo, ma per farlo non rinuncia alla raffinatezza nelle scelte coloristiche, puntando al perfetto equilibrio tra impeto e bellezza, tra comunicatività e introspezione. Anche Chiara Cippone si lascia ispirare dall'intensità espressiva di un volto e dalla forza concettuale e spirituale del corpo, anche lei – per scelta e istinto – rappresenta donne e sceglie di farlo utilizzando la matita, il carboncino o l'aerografo (tecnica quest'ultima a cui è fortemente legata): quelle dell'artista sono opere che vogliono letteralmente urlare la loro identità, esprimere l'emozione senza filtri, l'obiettivo è farsi comprendere e dialogare direttamente con chi le ammira, sia che si tratti di un viso in primo piano o di un dettaglio abilmente zoomato. Le opere di Erna Fossati sono un inno alla raffinata eleganza della femminilità, la trasposizione in forme artistiche della preziosità: le giovani dame in primo piano – bellissime nella loro eterna giovinezza - indossano abiti ed accessori perfettamente abbinati alla loro figura, l'insieme poi è arricchito da elementi a rilievo che richiamano direttamente il tema del lusso (come l'oro o le pietre preziose) e completato da cornici raffinate dal gusto lievemente retrò. L'artista sceglie un codice comunicativo semplice e diretto, cosa c'è di più ambito e ammirato che la bellezza e la classe? Antonella Provaggi si lascia ispirare e trascinare dalle meravigliose bellezze naturali della costa ligure, in particolare dalle viste mozzafiato del Golfo del Tigullio e della Riviera di Ponente: un mare profondo dalle intense sfumature di blu sembra accogliere ed abbracciare spiagge e rocce su cui si abbarbicano centri abitati iconici, le navi solcano questo universo liquido con rispetto, quasi accarezzandolo. L'artista riesce a rendere in pittura lo splendore di queste vedute con talento e naturalezza, il suo è un realismo emozionale con giusto un pizzico di bilanciato espressionismo. Le eleganti e cangianti sfumature del blu e la veduta intrisa di un fascino senza tempo caratterizzano anche le opere di Simonetta Silvestrini, artista che sceglie invece la laguna limitrofa a Venezia come paesaggio del cuore e fonte massima di ispirazione: le atmosfere sembrano quasi rarefarsi in un'atmosfera dai toni fiabeschi dove il colore gioca un ruolo essenziale, il tratto e il contorno a carboncino si fanno evidenti e sembrano quasi definire gli elementi chiave di ogni piano di visione. Silvestrini rende la vastità dello spazio quasi con uno sfumato leonardesco, amplificando il punto di vista e trasformando ogni dipinto in poesia.
Dopo aver ammirato con la doverosa calma questa mostra, soffermandosi su ogni singola opera con la giusta attenzione, si può affermare che il piacere e l'appagamento provati sono stati in grado di provocare uno stupore speciale, che sarebbe corretto definire piacevole. Piacevole perchè è sempre costruttivo scoprire qualcosa di nuovo, sia a livello tecnico che soggettuale, piacevole perchè ha appagato la mente e lo spirito. Si può dunque considerare “Piaceri & Stupori” una missione compiuta? Senza alcun dubbio, assolutamente sì!
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