Critica... mente
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
"Travolti dalla Meraviglia"
(24 aprile - 14 maggio 2026)
L'Arte è nata per suscitare la meraviglia, un'emozione speciale in grado di sopraffare (in chiave positiva, ovviamente) sia la vista che il cuore. Lasciarsi travolgere da un tale sommovimento spirituale è paragonabile a una scarica di endorfine, dona infatti un piacevole e salvifico benessere; proprio da tale processo prende le mosse questa mostra, concepita con l'obiettivo di suscitare la meraviglia per mezzo della visione delle splendide opere in esposizione.
Gli acquerelli di Sabine Brugger raccontano con un realismo che profuma di magia alcuni scorci meravigliosi dei borghi più belli d'Italia; il progetto dell'artista è quello di dar vita ad un corposo ciclo pittorico dedicato agli abitati più iconici della nostra penisola, il migliore degli incontri tra Arte e Bellezza. Equilibrio formale e compositivo si intersecano perfettamente con la padronanza assoluta della complessa tecnica dell'acquerello, mostrando tutto il grande talento dell'artista nella resa perfetta delle luci e nell'accuratezza del dettaglio, sempre presente e mai eccessiva. Nella pittura di Davide Sigillò si riconosce tutto il suo amore nei confronti delle stupende viste ed atmosfere di Firenze e i suoi dintorni, luoghi delle sue origini: con la pastosità materica dell'olio l'artista va a plasmare una pittura che vuole superare la bidimensionalità, i contrasti sono forti e sapientemente modulati, assai ben studiato il punto di vista, elemento fondamentale per la resa prospetticamente esatta di ogni veduta. Sigillò mostra una chiara preferenza nei confronti di albe e tramonti, le fasi luministiche più poeticamente funzionali per la sua narrazione pittorica. Anche Massimo Zecchin si lascia ispirare dall'incomparabile bellezza del paesaggio, questa viene rappresentata dall'artista con un realismo attento e rigoroso utilizzando le matite colorate su carta: la vividezza dei colori, l'accurata pulizia della resa atmosferica e la perfezione formale d'impostazione sono inconfondibili, rendendo il suo stile immediatamente riconoscibile. Quello di Zecchin è un realismo tenedente all'ipperrealismo dove l'elemento roccioso dei monti, quello vegetale di alberi e prati, quello acquatico del mare sembrano materializzarsi, acquisendo una dimensione tattile. Dinnanti alle opere di Christina Caveduri (Tina.Cave) si rimane letteralmente a bocca aperta, incuriositi dalla magica interazione tra materia, colore, luce e trasparenza, un gioco di contaminazioni ed equilibri all'insegna dell'unicità: al centro di ogni opera si trova un occhio, elemento dalla forte valenza simbolica, attorno ad esso la materia sembra volersi aggregare, formare, in un dinamico sovrapporsi strato dopo strato, tono su tono. Tutto è mutamento, evoluzione, sono “genesi”, rappresentazioni della nascita di entità essenziali come l'aria, l'acqua, il movimento, la visione. La pittura di Ruggero Rotondi sembra muoversi con funambolica leggerezza tra realtà e sogno: i ciclisti e le ballerine dell'artista sembrano procedere e danzare in una dimensione atemporale - sotto una pioggerella di colori - senza una meta e senza un pubblico, in una stasi dinamica o in un inarrestabile immobilismo. No, non si parla di paradossi o di ossimori, si parla di una pittura che va oltre, trascendendo una visione reale per assumere un valore simbolico, andando a toccare – con modi garbati - i temi dell'eleganza, della bellezza e del viaggio. Hannes Tribus con la sua pittura dimostra di saper cogliere i tratti essenziali del soggetto, un compito arduo che solo artisti dotati di spiccato talento e sensibilità riescono a portare a termine: il pittore sceglie uno sfondo scuro e neutro per focalizzarsi sul primo piano del volto e da lì inizia a modellare la materia pittorica per stratificazioni successive, un'impostazione da artista plastico, arrivando a un risultato che meraviglia per realismo e profondità. Gli occhi del ritrattato si illuminano, pare di percepire i movimenti del capo, predisponendosi a un imminente diretto dialogo con chi osserva. Hans Michael Bittner si ispira alla grande pittura del Rinascimento scegliendo di reinterpretarla con lo spirito dei tempi odierni, un'operazione filologicamente stimolante che punta ad una riflessione sui concetti di riconoscibilità, bellezza e immaginazione. L'artista parte dalla domanda: “è possibile riproporre oggi, con presupposti estetico-simbolici, soggetti del XVI secolo?” per lanciarsi poi nella fase creativa, dipingendo volti ed espressioni vecchie di quasi cinque secoli. Il neo-Rinascimento di Bittner attrae e spiazza, dimostrando che l'Arte è pura magia senza tempo.
Lasciarsi travolgere dalla meraviglia dell'Arte è un processo quasi automatico, soprattutto quando si possono ammirare opere di ben sette diversi/e Artisti/e. L'emozione si amplifica, andando a sommare diverse sfumature di meraviglia, arricchendo lo spirito di chi guarda in maniera esponenziale. Ci si sente travolti e non stravolti, carichi di nuovi stimoli ed esperienze sensoriali, consci che l'Arte è un'entità portatrice di incredibili meraviglie, un linguaggio universale dalle infinite possibilità espressive.
(24 aprile - 14 maggio 2026)
L'Arte è nata per suscitare la meraviglia, un'emozione speciale in grado di sopraffare (in chiave positiva, ovviamente) sia la vista che il cuore. Lasciarsi travolgere da un tale sommovimento spirituale è paragonabile a una scarica di endorfine, dona infatti un piacevole e salvifico benessere; proprio da tale processo prende le mosse questa mostra, concepita con l'obiettivo di suscitare la meraviglia per mezzo della visione delle splendide opere in esposizione.
Gli acquerelli di Sabine Brugger raccontano con un realismo che profuma di magia alcuni scorci meravigliosi dei borghi più belli d'Italia; il progetto dell'artista è quello di dar vita ad un corposo ciclo pittorico dedicato agli abitati più iconici della nostra penisola, il migliore degli incontri tra Arte e Bellezza. Equilibrio formale e compositivo si intersecano perfettamente con la padronanza assoluta della complessa tecnica dell'acquerello, mostrando tutto il grande talento dell'artista nella resa perfetta delle luci e nell'accuratezza del dettaglio, sempre presente e mai eccessiva. Nella pittura di Davide Sigillò si riconosce tutto il suo amore nei confronti delle stupende viste ed atmosfere di Firenze e i suoi dintorni, luoghi delle sue origini: con la pastosità materica dell'olio l'artista va a plasmare una pittura che vuole superare la bidimensionalità, i contrasti sono forti e sapientemente modulati, assai ben studiato il punto di vista, elemento fondamentale per la resa prospetticamente esatta di ogni veduta. Sigillò mostra una chiara preferenza nei confronti di albe e tramonti, le fasi luministiche più poeticamente funzionali per la sua narrazione pittorica. Anche Massimo Zecchin si lascia ispirare dall'incomparabile bellezza del paesaggio, questa viene rappresentata dall'artista con un realismo attento e rigoroso utilizzando le matite colorate su carta: la vividezza dei colori, l'accurata pulizia della resa atmosferica e la perfezione formale d'impostazione sono inconfondibili, rendendo il suo stile immediatamente riconoscibile. Quello di Zecchin è un realismo tenedente all'ipperrealismo dove l'elemento roccioso dei monti, quello vegetale di alberi e prati, quello acquatico del mare sembrano materializzarsi, acquisendo una dimensione tattile. Dinnanti alle opere di Christina Caveduri (Tina.Cave) si rimane letteralmente a bocca aperta, incuriositi dalla magica interazione tra materia, colore, luce e trasparenza, un gioco di contaminazioni ed equilibri all'insegna dell'unicità: al centro di ogni opera si trova un occhio, elemento dalla forte valenza simbolica, attorno ad esso la materia sembra volersi aggregare, formare, in un dinamico sovrapporsi strato dopo strato, tono su tono. Tutto è mutamento, evoluzione, sono “genesi”, rappresentazioni della nascita di entità essenziali come l'aria, l'acqua, il movimento, la visione. La pittura di Ruggero Rotondi sembra muoversi con funambolica leggerezza tra realtà e sogno: i ciclisti e le ballerine dell'artista sembrano procedere e danzare in una dimensione atemporale - sotto una pioggerella di colori - senza una meta e senza un pubblico, in una stasi dinamica o in un inarrestabile immobilismo. No, non si parla di paradossi o di ossimori, si parla di una pittura che va oltre, trascendendo una visione reale per assumere un valore simbolico, andando a toccare – con modi garbati - i temi dell'eleganza, della bellezza e del viaggio. Hannes Tribus con la sua pittura dimostra di saper cogliere i tratti essenziali del soggetto, un compito arduo che solo artisti dotati di spiccato talento e sensibilità riescono a portare a termine: il pittore sceglie uno sfondo scuro e neutro per focalizzarsi sul primo piano del volto e da lì inizia a modellare la materia pittorica per stratificazioni successive, un'impostazione da artista plastico, arrivando a un risultato che meraviglia per realismo e profondità. Gli occhi del ritrattato si illuminano, pare di percepire i movimenti del capo, predisponendosi a un imminente diretto dialogo con chi osserva. Hans Michael Bittner si ispira alla grande pittura del Rinascimento scegliendo di reinterpretarla con lo spirito dei tempi odierni, un'operazione filologicamente stimolante che punta ad una riflessione sui concetti di riconoscibilità, bellezza e immaginazione. L'artista parte dalla domanda: “è possibile riproporre oggi, con presupposti estetico-simbolici, soggetti del XVI secolo?” per lanciarsi poi nella fase creativa, dipingendo volti ed espressioni vecchie di quasi cinque secoli. Il neo-Rinascimento di Bittner attrae e spiazza, dimostrando che l'Arte è pura magia senza tempo.
Lasciarsi travolgere dalla meraviglia dell'Arte è un processo quasi automatico, soprattutto quando si possono ammirare opere di ben sette diversi/e Artisti/e. L'emozione si amplifica, andando a sommare diverse sfumature di meraviglia, arricchendo lo spirito di chi guarda in maniera esponenziale. Ci si sente travolti e non stravolti, carichi di nuovi stimoli ed esperienze sensoriali, consci che l'Arte è un'entità portatrice di incredibili meraviglie, un linguaggio universale dalle infinite possibilità espressive.
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