Critica... mente
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
"Aprire in Bellezza"
(9 - 29 gennaio 2026)
Aprire in Bellezza, un titolo che suona come il migliore degli auspici. Lo è in effetti e pienamente. In questa prima mostra dell'anno la Bellezza (rigorosamente con la “b” maiuscola) sarà la protagonista assoluta: le sette anime d'artista - le cui opere nobilitano gli spazi della galleria – presentano saggi di puro talento creativo, all'insegna della rappresentazione di soggetti dalla carica estetica travolgente, la cui raffinatezza raggiunge un livello altissimo.
Francesca Musig è un'artista che con la sua stupefacente bravura riesce a conciliare la perfetta resa mimetica del dato reale con la profondità emozionale dei soggetti; di formazione accademica, predilige il ritratto e lo interpreta come una lettura in profondità dell'animo dell'effigiata, proseguendo con successo la tradizione del “ritratto intimista”. Gli occhi parlano, le espressioni sono rese con una tale perizia da suscitare emozione; i giochi di luce/ombra e l'impostazione generale sono studiati al millimetro, riflessi inconfondibili d'un talento lampante. Dinamismo e ieraticità, questo binomio quasi ossimorico descrive bene le opere di Debora Alfero: figure umane dalla presenza statuaria - avvolte in atmosfere sospese tra il vintage, l'oggi e il domani - si amano, danzano, brindano al futuro. Lo stile pittorico richiama sia de Lempicka che Hopper ma la potenza nell'espressione dei moti dell'animo è superiore, pare infatti di scorgere l'intima emotività di ciascuno dei soggetti, caratteristica che ben s'accosta alle cromie vivaci, vivide e vibranti che l'artista modula con impareggiabile maestria. Anche Elena Ansaloni ha fatto del ritratto il suo soggetto d'elezione, utilizzando il carboncino e la matita per effigiare su carta ciò che più ama: primi piani di animali, sia dalla bellezza maestosa e selvaggia – come leoni e tigri – che più vicini al cuore (ed alla casa) dell'uomo comune come gatti e cani, ma anche volti di personaggi per lei iconici come David Bowie. Artista dalla mano precisa, indugia nei dettagli e si focalizza sull'espressività degli occhi - specchio dell'anima di tutte le creature - dimostrando sensibilità e talento straordinari. Giovanni Panzavolta presenta opere maestose ed enigmatiche, dipinti dove surrealismo e simbolismo si fondono dando vita a virtuosismi pittorici in grado di ispirare la meraviglia ed accendere la curiosità sin dal primo sguardo; le composizioni sceniche sono cariche di elementi complessi, accostati l'uno all'altro seguendo la grammatica dei sogni e l'istinto associativo. La figura in primo piano o in scala aumentata è quella che attira subito l'attenzione, perno su cui ruotano narrazioni magiche e misteriose che profumano di raffinato talento. Le opere di Stefano Marrucci sono autentiche poesie silenziose, il riflesso di un artista in cui la palese bravura s'accoppia a una cura del dettaglio da miniatore: affascinato dal foto-realismo (precursore dell'iperrrealismo) parte dalla fotografia di un interno o di una composizione d'oggetti per trasformarla in una versione pittorica in cui la duttilità del colore amplifica il potenziale emozionale ed evocativo. L'abilità dell'artista permette di trascendere, di andare oltre, per poter interpretare in chiave simbolica ogni singolo elemento, ogni colore, ogni gioco di riflessi. I dipinti di Daniele Albatici trasmettono tutto l'amore che l'artista nutre nei confronti della natura, i suoi paesaggi sono caratterizzati da un cromatismo vibrante in grado di riprodurre volumetrie, distanze e atmosfere, evocando ricordi ed emozioni: trattando l'olio con sapiente maestria, l'artista alterna materia e velature, focalizzandosi sulla vividezza degli elementi arborei e sul meraviglioso contrasto tra l'ambiente terreno e quello celeste. Ci si trova al cospetto di rappresentazioni sincere e potenti, dove l'abilità pittorica si fonde con la potenza generativa della natura. Luigina Bottallo è un'artista innamorata del colore e della carica emozionale che esso veicola, per lei il fiore è l'elemento cardine del processo ispirativo ed esso spesso è il protagonista assoluto delle sue opere: la carica gioiosa degli elementi vegeali e floreali viene espressa con naturalezza, sia da un punto di vista ravvicinato che a distanza, sia tramite una pittura “tradizionale” che con un ductus materico. La pittrice si lascia ispirare dall'immortale Monet e dalla sua Giverny, ma anche all'amata Liguria, regione incantata tra terra e mare dove anche il contrasto è sempre intriso di poesia.
Aprire la stagione espositiva all'insegna della Bellezza è un dovere ma anche un piacere, è un onore ma pure un dolce privilegio. Questa rassegna non tradisce le attese e si può ben star certi che questa incontenibile aura di Bellezza si impadronirà degli spazi di ARTtime per tutto l'anno (e si spera anche per i successivi).
(9 - 29 gennaio 2026)
Aprire in Bellezza, un titolo che suona come il migliore degli auspici. Lo è in effetti e pienamente. In questa prima mostra dell'anno la Bellezza (rigorosamente con la “b” maiuscola) sarà la protagonista assoluta: le sette anime d'artista - le cui opere nobilitano gli spazi della galleria – presentano saggi di puro talento creativo, all'insegna della rappresentazione di soggetti dalla carica estetica travolgente, la cui raffinatezza raggiunge un livello altissimo.
Francesca Musig è un'artista che con la sua stupefacente bravura riesce a conciliare la perfetta resa mimetica del dato reale con la profondità emozionale dei soggetti; di formazione accademica, predilige il ritratto e lo interpreta come una lettura in profondità dell'animo dell'effigiata, proseguendo con successo la tradizione del “ritratto intimista”. Gli occhi parlano, le espressioni sono rese con una tale perizia da suscitare emozione; i giochi di luce/ombra e l'impostazione generale sono studiati al millimetro, riflessi inconfondibili d'un talento lampante. Dinamismo e ieraticità, questo binomio quasi ossimorico descrive bene le opere di Debora Alfero: figure umane dalla presenza statuaria - avvolte in atmosfere sospese tra il vintage, l'oggi e il domani - si amano, danzano, brindano al futuro. Lo stile pittorico richiama sia de Lempicka che Hopper ma la potenza nell'espressione dei moti dell'animo è superiore, pare infatti di scorgere l'intima emotività di ciascuno dei soggetti, caratteristica che ben s'accosta alle cromie vivaci, vivide e vibranti che l'artista modula con impareggiabile maestria. Anche Elena Ansaloni ha fatto del ritratto il suo soggetto d'elezione, utilizzando il carboncino e la matita per effigiare su carta ciò che più ama: primi piani di animali, sia dalla bellezza maestosa e selvaggia – come leoni e tigri – che più vicini al cuore (ed alla casa) dell'uomo comune come gatti e cani, ma anche volti di personaggi per lei iconici come David Bowie. Artista dalla mano precisa, indugia nei dettagli e si focalizza sull'espressività degli occhi - specchio dell'anima di tutte le creature - dimostrando sensibilità e talento straordinari. Giovanni Panzavolta presenta opere maestose ed enigmatiche, dipinti dove surrealismo e simbolismo si fondono dando vita a virtuosismi pittorici in grado di ispirare la meraviglia ed accendere la curiosità sin dal primo sguardo; le composizioni sceniche sono cariche di elementi complessi, accostati l'uno all'altro seguendo la grammatica dei sogni e l'istinto associativo. La figura in primo piano o in scala aumentata è quella che attira subito l'attenzione, perno su cui ruotano narrazioni magiche e misteriose che profumano di raffinato talento. Le opere di Stefano Marrucci sono autentiche poesie silenziose, il riflesso di un artista in cui la palese bravura s'accoppia a una cura del dettaglio da miniatore: affascinato dal foto-realismo (precursore dell'iperrrealismo) parte dalla fotografia di un interno o di una composizione d'oggetti per trasformarla in una versione pittorica in cui la duttilità del colore amplifica il potenziale emozionale ed evocativo. L'abilità dell'artista permette di trascendere, di andare oltre, per poter interpretare in chiave simbolica ogni singolo elemento, ogni colore, ogni gioco di riflessi. I dipinti di Daniele Albatici trasmettono tutto l'amore che l'artista nutre nei confronti della natura, i suoi paesaggi sono caratterizzati da un cromatismo vibrante in grado di riprodurre volumetrie, distanze e atmosfere, evocando ricordi ed emozioni: trattando l'olio con sapiente maestria, l'artista alterna materia e velature, focalizzandosi sulla vividezza degli elementi arborei e sul meraviglioso contrasto tra l'ambiente terreno e quello celeste. Ci si trova al cospetto di rappresentazioni sincere e potenti, dove l'abilità pittorica si fonde con la potenza generativa della natura. Luigina Bottallo è un'artista innamorata del colore e della carica emozionale che esso veicola, per lei il fiore è l'elemento cardine del processo ispirativo ed esso spesso è il protagonista assoluto delle sue opere: la carica gioiosa degli elementi vegeali e floreali viene espressa con naturalezza, sia da un punto di vista ravvicinato che a distanza, sia tramite una pittura “tradizionale” che con un ductus materico. La pittrice si lascia ispirare dall'immortale Monet e dalla sua Giverny, ma anche all'amata Liguria, regione incantata tra terra e mare dove anche il contrasto è sempre intriso di poesia.
Aprire la stagione espositiva all'insegna della Bellezza è un dovere ma anche un piacere, è un onore ma pure un dolce privilegio. Questa rassegna non tradisce le attese e si può ben star certi che questa incontenibile aura di Bellezza si impadronirà degli spazi di ARTtime per tutto l'anno (e si spera anche per i successivi).
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