Critica... mente
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
"Meraviglie sul finale (d'anno)"
(12 - 31 dicembre 2025)
L'anno che sta per concludersi è stato per ARTtime ricco di novità e soddisfazioni. Chiuderlo all'insegna della Meraviglia (sì, con la “m” maiuscola) è un atto dovuto, compiuto con gioia, trepidazione ed entusiasmo. Sette Artisti/e con le loro opere arricchiranno lo spirito e delizieranno la vista di tutte le persone che avranno modo di visitare questa speciale esposizione, talenti espressivi a confronto sul tema dell'emozione che fa spalancare occhi e fauci, regalando all'essere umano la più pura e costruttiva delle sorprese.
Le opere di Elisabetta Pienti catturano lo sguardo ed accendono le emozioni grazie ad un utilizzo magistrale dell'elemento coloristico: le cromie dai toni accesi e vibranti delineano paesaggi, cieli o mari in cui il realismo figurativo sta per cedere il passo all'espressione informale, avvolgente la pennellata che a tratti si scorge, assai potente la carica evocativa. Lo sguardo vaga curioso, irresistibilmente attratto da visioni tanto tangibili quanto oniriche, alla ricerca della combinazione cromatica ideale in un equilibrio impareggiabile tra reale e astratto. Stupore, curiosità, meraviglia, questo suscitano le opere di Jenny Giaveri, dipinti in cui la componente surreale e simbolica compone scene fantastiche caratterizzate da colori dalla carica letteralmente esplosiva; fenici dai piumaggi arcobaleno e storioni dall'incontenibile energia si ergono a protagonisti delle opere dell'artista che pone la laguna veneta – reinterpretata in chiave fantasiosa – come teatro ideale per lo svolgimento dell'azione. L'enorme spinta creativa di Giaveri è dotata di un irresistibile potere ispirativo, dono prezioso che pochi artisti possiedono. La pittura di Laura Alescio è intrisa di dolcezza, ogni elemento – dai contorni alle cromie, dalle espressioni dei volti alle ambientazioni – testimonia l'animo sensibile e attento dell'artista: che si tratti di una raffigurazione simbolico/allegorica, oppure di un comune ritratto o un brano di paesaggio, Alescio sceglie una rappresentazione in cui delicatezza e misura rendono ogni opera gradevole allo sguardo, intrigante per la mente, profonda per il cuore. Temi come la spiritualità, l'amore e la forza femminile sono da lei affrontati con la più sincera spontaneità. Utaellamarie Peter sceglie l'ironia per sensibilizzare lo spettatore in rapporto ad alcune problematiche molto gravi causate dall'uomo come l'inquinamento e il riscaldamento globale: nei dipinti dell'artista gli animali sono i protagonisti ed essi vengono – talvolta – “umanizzati”, oppure prendono il posto di un'umanità che sembra fare di tutto per danneggiare sé stessa. Ecco dunque orsi polari sul punto di essere sommersi da ciò che un tempo era il loro habitat, scioltosi a causa dell'inquinamento da idrocarburi, o un cigno circondato da piccoli teneri volatili 100% plastica. Le opere di Angelo Zuccolo sono un inno alla bellezza della Natura, l'artista - con meticolosa precisione - utilizza le matite colorate per ottenere una resa il più possibile vicina al dato reale: primi piani di animali (in particolare volatili) e nature morte (semplici o composite) che spiccano per assoluta veridicità, evidenziano una chiara tendenza verso la sensibilità iperrealista. La volontà di Zuccolo è quella di riprodurre con sempre maggior precisione e soddisfazione ciò che accende la sua curiosità grazie a una tecnica che si caratterizza per complessità e pulizia. Gloria Macchi sceglie l'acquerello per rappresentare al meglio i soggetti che più la emozionano e le evocano piacevoli ricordi; questa tecnica – poliedrica e duttile ma anche “spietata” - è ideale per evocare la purezza atmosferica della veduta montana intrisa di sublime o il caldo tepore casalingo di un salotto dove riposano/giocano felici e sereni i pelosetti di famiglia. L'artista, dalla mano felice e dall'indubbio talento, predilige gamme cromatiche improntate alla chiarezza e non disdegna un calibrato - ma deciso - contrasto chiaro/scuro. Con le opere di Massimo Zecchin si ritorna al fascino delle matite colorate, strumenti ideali per rendere tutta la poetica dolcezza di alcuni dettagli speciali, notati osservando con la giusta attenzione il cielo da varie distanze, angolazioni e in diversi momenti della giornata; cirri, nembi o cumulonembi, illuminati dalla luce del sole o della luna, di primo mattino, a mezzodì o all'imbrunire, vengono rappresentati dall'artista scegliendo un punto di vista assai ravvicinato che ne amplifica il dettaglio e l'effetto-meraviglia. Un nuovo filone stilistico sorprendente, firmato da un artista tanto accurato quanto sensibile.
È proprio il caso di dirlo, anzi, di esclamarlo: “Che Meraviglia!”. Intraprendere un viaggio emozional-visivo alla scoperta delle opere delle sette personalità artistiche qui in esposizione suscita automaticamente, senza la men che minima forzatura, proprio la (già più volte citata) Meraviglia. E non deve sembrare ripetitivo o ridondante, quando qualcosa suscita quell'emozione... bisogna sottolinearlo, sempre. Se ciò accade fino all'ultimo giorno dell'anno è fantastico! Si può interpretare come il miglior modo di salutare il 2025 e un ottimo auspicio per il sempre più vicino 2026.
(12 - 31 dicembre 2025)
L'anno che sta per concludersi è stato per ARTtime ricco di novità e soddisfazioni. Chiuderlo all'insegna della Meraviglia (sì, con la “m” maiuscola) è un atto dovuto, compiuto con gioia, trepidazione ed entusiasmo. Sette Artisti/e con le loro opere arricchiranno lo spirito e delizieranno la vista di tutte le persone che avranno modo di visitare questa speciale esposizione, talenti espressivi a confronto sul tema dell'emozione che fa spalancare occhi e fauci, regalando all'essere umano la più pura e costruttiva delle sorprese.
Le opere di Elisabetta Pienti catturano lo sguardo ed accendono le emozioni grazie ad un utilizzo magistrale dell'elemento coloristico: le cromie dai toni accesi e vibranti delineano paesaggi, cieli o mari in cui il realismo figurativo sta per cedere il passo all'espressione informale, avvolgente la pennellata che a tratti si scorge, assai potente la carica evocativa. Lo sguardo vaga curioso, irresistibilmente attratto da visioni tanto tangibili quanto oniriche, alla ricerca della combinazione cromatica ideale in un equilibrio impareggiabile tra reale e astratto. Stupore, curiosità, meraviglia, questo suscitano le opere di Jenny Giaveri, dipinti in cui la componente surreale e simbolica compone scene fantastiche caratterizzate da colori dalla carica letteralmente esplosiva; fenici dai piumaggi arcobaleno e storioni dall'incontenibile energia si ergono a protagonisti delle opere dell'artista che pone la laguna veneta – reinterpretata in chiave fantasiosa – come teatro ideale per lo svolgimento dell'azione. L'enorme spinta creativa di Giaveri è dotata di un irresistibile potere ispirativo, dono prezioso che pochi artisti possiedono. La pittura di Laura Alescio è intrisa di dolcezza, ogni elemento – dai contorni alle cromie, dalle espressioni dei volti alle ambientazioni – testimonia l'animo sensibile e attento dell'artista: che si tratti di una raffigurazione simbolico/allegorica, oppure di un comune ritratto o un brano di paesaggio, Alescio sceglie una rappresentazione in cui delicatezza e misura rendono ogni opera gradevole allo sguardo, intrigante per la mente, profonda per il cuore. Temi come la spiritualità, l'amore e la forza femminile sono da lei affrontati con la più sincera spontaneità. Utaellamarie Peter sceglie l'ironia per sensibilizzare lo spettatore in rapporto ad alcune problematiche molto gravi causate dall'uomo come l'inquinamento e il riscaldamento globale: nei dipinti dell'artista gli animali sono i protagonisti ed essi vengono – talvolta – “umanizzati”, oppure prendono il posto di un'umanità che sembra fare di tutto per danneggiare sé stessa. Ecco dunque orsi polari sul punto di essere sommersi da ciò che un tempo era il loro habitat, scioltosi a causa dell'inquinamento da idrocarburi, o un cigno circondato da piccoli teneri volatili 100% plastica. Le opere di Angelo Zuccolo sono un inno alla bellezza della Natura, l'artista - con meticolosa precisione - utilizza le matite colorate per ottenere una resa il più possibile vicina al dato reale: primi piani di animali (in particolare volatili) e nature morte (semplici o composite) che spiccano per assoluta veridicità, evidenziano una chiara tendenza verso la sensibilità iperrealista. La volontà di Zuccolo è quella di riprodurre con sempre maggior precisione e soddisfazione ciò che accende la sua curiosità grazie a una tecnica che si caratterizza per complessità e pulizia. Gloria Macchi sceglie l'acquerello per rappresentare al meglio i soggetti che più la emozionano e le evocano piacevoli ricordi; questa tecnica – poliedrica e duttile ma anche “spietata” - è ideale per evocare la purezza atmosferica della veduta montana intrisa di sublime o il caldo tepore casalingo di un salotto dove riposano/giocano felici e sereni i pelosetti di famiglia. L'artista, dalla mano felice e dall'indubbio talento, predilige gamme cromatiche improntate alla chiarezza e non disdegna un calibrato - ma deciso - contrasto chiaro/scuro. Con le opere di Massimo Zecchin si ritorna al fascino delle matite colorate, strumenti ideali per rendere tutta la poetica dolcezza di alcuni dettagli speciali, notati osservando con la giusta attenzione il cielo da varie distanze, angolazioni e in diversi momenti della giornata; cirri, nembi o cumulonembi, illuminati dalla luce del sole o della luna, di primo mattino, a mezzodì o all'imbrunire, vengono rappresentati dall'artista scegliendo un punto di vista assai ravvicinato che ne amplifica il dettaglio e l'effetto-meraviglia. Un nuovo filone stilistico sorprendente, firmato da un artista tanto accurato quanto sensibile.
È proprio il caso di dirlo, anzi, di esclamarlo: “Che Meraviglia!”. Intraprendere un viaggio emozional-visivo alla scoperta delle opere delle sette personalità artistiche qui in esposizione suscita automaticamente, senza la men che minima forzatura, proprio la (già più volte citata) Meraviglia. E non deve sembrare ripetitivo o ridondante, quando qualcosa suscita quell'emozione... bisogna sottolinearlo, sempre. Se ciò accade fino all'ultimo giorno dell'anno è fantastico! Si può interpretare come il miglior modo di salutare il 2025 e un ottimo auspicio per il sempre più vicino 2026.
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