Critica... mente
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
"Il colore che resta sulle mani e nell'anima"
mostra personale dell'artista MARINA BERRA
(21 novembre - 11 dicembre 2025)
Dinnanzi al magnifico spettacolo offerto dalle opere di Marina Berra si prova immediatamente uno stupore speciale, un magico mix di sorpresa ed energia positiva. I dipinti dell'artista suscitano questo primo impatto perchè nascono letteralmente NEL colore; la componente cromatica è l'elemento essenziale, alfa e omega del processo creativo di Marina Berra, entità plurima che – come suggerisce il titolo di questa rassegna – resta sia sulle mani (durante e al termine del processo creativo) ma soprattutto nell'anima.
Il colore dunque come mezzo espressivo essenziale per trasmettere il flusso emozionale dell'artista, declinato a livello tecnico sia con la pittura informale gestuale che con l'iper-contemporanea fluid art.
Sono ben distinguibili nel percorso della mostra queste due anime operative di Berra: nelle opere informali gestuali l'artista sembra voler costituire delle realtà alternative, figlie di cromie decise e contrastanti dove ben si riconoscono forza e direzione di ciascuna pennellata e spatolata, si tratta di una pittura stratificata dove anche il nero con la sua cupezza gioca un ruolo fondamentale.
Nei dipinti d'arte fluida, invece, le componenti cromatiche s'avvicinano e – a seconda dei casi – si abbracciano o si scontrano, dando vita a delle autentiche nebulose-cosmico-cromatiche in cui la tinta predominante ispira l'emozione che si prova al primissimo impatto; queste opere sono arricchite anche dagli effetti cellulari caratteristici della tecnica, finezze espressive figlie di un processo esecutivo in cui entrano in gioco ingredienti diversi, alcuni noti ed altri segreti.
I dipinti fluid art si collocano nella più recente fase creativa dell'artista: per realizzarli Marina Berra ha codificato un proprio personale processo, facendo ricorso a materiali che si differenziano da quelli normalmente utilizzati, segno inequivocabile di unicità.
Sono proprio le tinte fluorescenti e vibranti di queste opere che catturano gli sguardi e accendono una naturale curiosità, anche negli animi in cui essa normalmente pare essersi sopita, accompagnando chi osserva nell'universo interiore dell'artista. L'atto creativo di Berra ricopre una funzione primariamente espressiva ma secondariamente liberatoria, infatti l'autentica esplosione di colori – a volte a preminenza calda, altre fredda – traspone sulla tela tutto ciò che l'artista sente e custodisce all'interno del suo cuore. Dalla natura scorrevole e gocciolante della pittura fluida viene il riferimento al colore che «resta sulle mani», una frase che spiega con naturalezza un fenomeno familiare a tutti gli artisti, che vedono i loro principali strumenti di messa in pratica ridotti a vere e proprie tavolozze; certo, può essere “fastidioso” ma, se ci si pensa, restituisce all'immaginario di chiunque una visione genuina e romantica a un tempo, ossia la mano della pittrice che diventa un tutt'uno con il colore, la materia prima del suo lavoro.
Il colore dunque che dall'anima passa alla tela, da questa alle mani e da queste di nuovo nell'anima, una triangolazione spirituale e fisica che racconta alla perfezione l'essenza artistica di Marina Berra.
Ammirando con la giusta attenzione – una ad una - tutte le opere in esposizione, è praticamente impossibile non farsi abbracciare dalle emozioni, si viene infatti dolcemente accompagnati da atmosfere vitali e vibranti che portano alla mente immagini, ricordi, desideri, sogni.
E' un autentico onore poter esporre opere d'arte così sincere, potenti ed espressive, un duplice piacere che parte dagli occhi ed arriva al cuore, un meraviglioso viaggio emozionale che i colori e le atmosfere di Marina Berra permettono magicamente di intraprendere.
mostra personale dell'artista MARINA BERRA
(21 novembre - 11 dicembre 2025)
Dinnanzi al magnifico spettacolo offerto dalle opere di Marina Berra si prova immediatamente uno stupore speciale, un magico mix di sorpresa ed energia positiva. I dipinti dell'artista suscitano questo primo impatto perchè nascono letteralmente NEL colore; la componente cromatica è l'elemento essenziale, alfa e omega del processo creativo di Marina Berra, entità plurima che – come suggerisce il titolo di questa rassegna – resta sia sulle mani (durante e al termine del processo creativo) ma soprattutto nell'anima.
Il colore dunque come mezzo espressivo essenziale per trasmettere il flusso emozionale dell'artista, declinato a livello tecnico sia con la pittura informale gestuale che con l'iper-contemporanea fluid art.
Sono ben distinguibili nel percorso della mostra queste due anime operative di Berra: nelle opere informali gestuali l'artista sembra voler costituire delle realtà alternative, figlie di cromie decise e contrastanti dove ben si riconoscono forza e direzione di ciascuna pennellata e spatolata, si tratta di una pittura stratificata dove anche il nero con la sua cupezza gioca un ruolo fondamentale.
Nei dipinti d'arte fluida, invece, le componenti cromatiche s'avvicinano e – a seconda dei casi – si abbracciano o si scontrano, dando vita a delle autentiche nebulose-cosmico-cromatiche in cui la tinta predominante ispira l'emozione che si prova al primissimo impatto; queste opere sono arricchite anche dagli effetti cellulari caratteristici della tecnica, finezze espressive figlie di un processo esecutivo in cui entrano in gioco ingredienti diversi, alcuni noti ed altri segreti.
I dipinti fluid art si collocano nella più recente fase creativa dell'artista: per realizzarli Marina Berra ha codificato un proprio personale processo, facendo ricorso a materiali che si differenziano da quelli normalmente utilizzati, segno inequivocabile di unicità.
Sono proprio le tinte fluorescenti e vibranti di queste opere che catturano gli sguardi e accendono una naturale curiosità, anche negli animi in cui essa normalmente pare essersi sopita, accompagnando chi osserva nell'universo interiore dell'artista. L'atto creativo di Berra ricopre una funzione primariamente espressiva ma secondariamente liberatoria, infatti l'autentica esplosione di colori – a volte a preminenza calda, altre fredda – traspone sulla tela tutto ciò che l'artista sente e custodisce all'interno del suo cuore. Dalla natura scorrevole e gocciolante della pittura fluida viene il riferimento al colore che «resta sulle mani», una frase che spiega con naturalezza un fenomeno familiare a tutti gli artisti, che vedono i loro principali strumenti di messa in pratica ridotti a vere e proprie tavolozze; certo, può essere “fastidioso” ma, se ci si pensa, restituisce all'immaginario di chiunque una visione genuina e romantica a un tempo, ossia la mano della pittrice che diventa un tutt'uno con il colore, la materia prima del suo lavoro.
Il colore dunque che dall'anima passa alla tela, da questa alle mani e da queste di nuovo nell'anima, una triangolazione spirituale e fisica che racconta alla perfezione l'essenza artistica di Marina Berra.
Ammirando con la giusta attenzione – una ad una - tutte le opere in esposizione, è praticamente impossibile non farsi abbracciare dalle emozioni, si viene infatti dolcemente accompagnati da atmosfere vitali e vibranti che portano alla mente immagini, ricordi, desideri, sogni.
E' un autentico onore poter esporre opere d'arte così sincere, potenti ed espressive, un duplice piacere che parte dagli occhi ed arriva al cuore, un meraviglioso viaggio emozionale che i colori e le atmosfere di Marina Berra permettono magicamente di intraprendere.
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