Critica... mente
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
Rubrica a cura del critico e gallerista Luca Franzil
"Colori per scaldare i cuori"
(17 luglio - 6 agosto 2026)
L'estate, si sa, è la stagione che immediatamente si associa al calore. Un calore spesso poco sopportabile ma in grado di tenere vivo lo spirito. I colori vivi presenti in alcune speciali opere d'arte - al pari del clima estivo - sono in grado di riscaldare i cuori. Proprio questa condizione, di pura vitalità e crescita culturale, è il focus di questa mostra collettiva speciale.
La pittura di MALUÌ (Maria Luisa Fattizzo) è sincera ed estremamente comunicativa, per mezzo di pennellate sinuose delinea il soggetto utilizzando cromie vigorose e vibranti: ama i rossi vivi, non teme il nero, eccelle nella resa degli incarnati con le più varie tonalità di rosa e marrone. È una ritrattista dello spirito, abilissima nella rappresentazione emozionale; il volto si configura come specchio dell'anima, la tipologia di sguardo è il più diretto dei codici comunicativi e gli altri elementi rappresentati non sono decorativi ma essenziali per una lettura in profondità. Anche Alessandra Canciani sceglie il volto come soggetto ideale per veicolare emozioni, la sua è un'arte narrativa in cui il vissuto di ogni personaggio è qualcosa che si ascolta con gli occhi e si vede con il cuore, in rispettoso silenzio; per l'artista l'espressività è essenziale, per renderla con assoluto realismo utilizza sempre colori vivi e dalle sfumature sapientemente modulate. Ma la sua pittura non si esplicita solo su normali supporti piani (tavola, tela, pannello), trascendendo la piattezza e misurandosi anche con i curvi profili delle bottiglie di vetro. Catena Ragno si lascia ispirare dalla bellezza del più iconico dei cicli naturali, sceglie infatti di rappresentare la propria versione delle quattro stagioni: partendo da un'espressività figurativa se ne discosta a piccoli passi, trascendendo la forma alla ricerca di un'astrazione elegante che si completa perfettamente con uno studio meticoloso del colore. L'elemento chiave di ogni opera, sempre riconoscibile, viene inserito in un contesto formale-cromatico pienamente calibrato con i toni della stagione corrispondente, rimarcando una perfetta e ammirevole coerenza compositiva. Anche per Roberta Villa la natura è una fonte d'ispirazione irresistibile: la bellezza di un prato fiorito, l'eleganza di una coppia di cipressi alti e svettanti, la meravigliosa complessità di una pianta dalle mille foglie e ramificazioni vengono rappresentate dall'artista con un'espressività che accoppia alla perfezione grafica e pittura, una ricerca tecnica che oggi ha raggiunto il livello più alto delle proprie potenzialità. L'artista dimostra inoltre una perfetta sintesi compositiva, non eccedendo mai né col tratto né con la pennellata, ben conscia che l'essenza è nemica della ridondanza. La ricerca di Elisabetta Sonda è incentrata sulla trasformazione dell'immagine riconoscibile in una nuova realtà: alcuni scorci suggestivi del suo giardino – ad esempio il primo piano di una specifica pianta o un'intera aiuola – vengono rappresentati con pennellate ampie e libere, i contorni svaniscono e le materie si compenetrano a vicenda, il verde prende il sopravvento e i colori dei fiori sembrano scomporsi ed inserirsi, frazionati, all'interno di aree indefinite dalle tinte morbide. Ecco l'autentico astratto naturalistico, ecco la sintesi di passione, ricerca e unicità. Per Delta Rensi la pittura è uno sfogo, un atto necessario per esprimere tutto quello che il suo animo sente; al cospetto dei suoi dipinti è impossibile rimanere indifferenti: la violenza del contrasto, la suggestione di immagini che sembrano materializzarsi magicamente, la reiterazione di piccoli (e nascosti) motivi circolari, la consistenza sanguinolenta dei rossi e quella carbonifera dei neri, sono delle suggestioni che toccano nel profondo. L'artista si fa guidare dalle emozioni e lascia che siano loro stesse ad esprimersi direttamente per mezzo del colore. Le Fioriture di Mellà possono essere considerate un ponte che collega l'astratto al concettuale: singole pennellate dai colori puri e vibranti sono distribuite, l'una accanto all'altra, dando vita ad un'agglomerazione formata da innumerevoli “differenze uniformate”. Ogni piccolo elemento cromatico rappresenta un'identità astratta, unica e distinta ma che – accostata a tante altre – va a comporre qualcosa di uniforme, un fiore formato da migliaia di piccoli fiori; ogni fioritura va poi sviluppandosi - per fasi - nel tempo e nello spazio, esplicitando un'evoluzione sorprendente e meravigliosa.
È sempre arricchente scoprire nuove opere e nuove artiste, osservare i dettagli e scoprire che cosa si cela dietro ad un particolare stile o perché viene utilizzata una specifica tecnica. La componente cromatica è essenziale per le opere qui in esposizione, con una notevole preponderanza di tonalità calde; sono queste ultime che contribuiscono in maniera decisiva a “scaldare” i cuori di chi si ferma ad ammirare (cercando anche di comprendere) ogni dipinto. Come ben s'intuisce, si tratta di un riscaldamento spirituale, ben lontano da quello corporeo (spesso odioso) tipico del periodo estivo: quando un cuore si scalda è sempre un miracolo, una reazione di fantastico arricchimento che aiuta – sempre – a vivere meglio.
(17 luglio - 6 agosto 2026)
L'estate, si sa, è la stagione che immediatamente si associa al calore. Un calore spesso poco sopportabile ma in grado di tenere vivo lo spirito. I colori vivi presenti in alcune speciali opere d'arte - al pari del clima estivo - sono in grado di riscaldare i cuori. Proprio questa condizione, di pura vitalità e crescita culturale, è il focus di questa mostra collettiva speciale.
La pittura di MALUÌ (Maria Luisa Fattizzo) è sincera ed estremamente comunicativa, per mezzo di pennellate sinuose delinea il soggetto utilizzando cromie vigorose e vibranti: ama i rossi vivi, non teme il nero, eccelle nella resa degli incarnati con le più varie tonalità di rosa e marrone. È una ritrattista dello spirito, abilissima nella rappresentazione emozionale; il volto si configura come specchio dell'anima, la tipologia di sguardo è il più diretto dei codici comunicativi e gli altri elementi rappresentati non sono decorativi ma essenziali per una lettura in profondità. Anche Alessandra Canciani sceglie il volto come soggetto ideale per veicolare emozioni, la sua è un'arte narrativa in cui il vissuto di ogni personaggio è qualcosa che si ascolta con gli occhi e si vede con il cuore, in rispettoso silenzio; per l'artista l'espressività è essenziale, per renderla con assoluto realismo utilizza sempre colori vivi e dalle sfumature sapientemente modulate. Ma la sua pittura non si esplicita solo su normali supporti piani (tavola, tela, pannello), trascendendo la piattezza e misurandosi anche con i curvi profili delle bottiglie di vetro. Catena Ragno si lascia ispirare dalla bellezza del più iconico dei cicli naturali, sceglie infatti di rappresentare la propria versione delle quattro stagioni: partendo da un'espressività figurativa se ne discosta a piccoli passi, trascendendo la forma alla ricerca di un'astrazione elegante che si completa perfettamente con uno studio meticoloso del colore. L'elemento chiave di ogni opera, sempre riconoscibile, viene inserito in un contesto formale-cromatico pienamente calibrato con i toni della stagione corrispondente, rimarcando una perfetta e ammirevole coerenza compositiva. Anche per Roberta Villa la natura è una fonte d'ispirazione irresistibile: la bellezza di un prato fiorito, l'eleganza di una coppia di cipressi alti e svettanti, la meravigliosa complessità di una pianta dalle mille foglie e ramificazioni vengono rappresentate dall'artista con un'espressività che accoppia alla perfezione grafica e pittura, una ricerca tecnica che oggi ha raggiunto il livello più alto delle proprie potenzialità. L'artista dimostra inoltre una perfetta sintesi compositiva, non eccedendo mai né col tratto né con la pennellata, ben conscia che l'essenza è nemica della ridondanza. La ricerca di Elisabetta Sonda è incentrata sulla trasformazione dell'immagine riconoscibile in una nuova realtà: alcuni scorci suggestivi del suo giardino – ad esempio il primo piano di una specifica pianta o un'intera aiuola – vengono rappresentati con pennellate ampie e libere, i contorni svaniscono e le materie si compenetrano a vicenda, il verde prende il sopravvento e i colori dei fiori sembrano scomporsi ed inserirsi, frazionati, all'interno di aree indefinite dalle tinte morbide. Ecco l'autentico astratto naturalistico, ecco la sintesi di passione, ricerca e unicità. Per Delta Rensi la pittura è uno sfogo, un atto necessario per esprimere tutto quello che il suo animo sente; al cospetto dei suoi dipinti è impossibile rimanere indifferenti: la violenza del contrasto, la suggestione di immagini che sembrano materializzarsi magicamente, la reiterazione di piccoli (e nascosti) motivi circolari, la consistenza sanguinolenta dei rossi e quella carbonifera dei neri, sono delle suggestioni che toccano nel profondo. L'artista si fa guidare dalle emozioni e lascia che siano loro stesse ad esprimersi direttamente per mezzo del colore. Le Fioriture di Mellà possono essere considerate un ponte che collega l'astratto al concettuale: singole pennellate dai colori puri e vibranti sono distribuite, l'una accanto all'altra, dando vita ad un'agglomerazione formata da innumerevoli “differenze uniformate”. Ogni piccolo elemento cromatico rappresenta un'identità astratta, unica e distinta ma che – accostata a tante altre – va a comporre qualcosa di uniforme, un fiore formato da migliaia di piccoli fiori; ogni fioritura va poi sviluppandosi - per fasi - nel tempo e nello spazio, esplicitando un'evoluzione sorprendente e meravigliosa.
È sempre arricchente scoprire nuove opere e nuove artiste, osservare i dettagli e scoprire che cosa si cela dietro ad un particolare stile o perché viene utilizzata una specifica tecnica. La componente cromatica è essenziale per le opere qui in esposizione, con una notevole preponderanza di tonalità calde; sono queste ultime che contribuiscono in maniera decisiva a “scaldare” i cuori di chi si ferma ad ammirare (cercando anche di comprendere) ogni dipinto. Come ben s'intuisce, si tratta di un riscaldamento spirituale, ben lontano da quello corporeo (spesso odioso) tipico del periodo estivo: quando un cuore si scalda è sempre un miracolo, una reazione di fantastico arricchimento che aiuta – sempre – a vivere meglio.
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